SUBACQUEA – Subacquea storica Vercelli

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11 Aprile 2023 News Vercelli Sport a 360° 0

SUBACQUEA – Subacquea storica Vercelli

IL MAR MEDITERRANEO
Il nome Mediterraneo significa in mezzo alle terre.
Esso è infatti un mare chiuso, comunicante con l’Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra.
Si ritiene che le sue acque vengano rinnovate ogni 80-100 anni.
Di seguito vengono riportati alcuni dati geografici di questo mare:
superficie : circa 2,5 milioni di chilometri quadrati;
volume : circa 3,7 milioni di chilometri cubi;
profondità media: 1500 metri;
profondità massima :5000 metri;
profondità dello stretto di Gibilterra : 365 metri;
salinità media : 38 ppm;
esso ha un elevato grado di evaporazione, che lo condurrebbe ad avere condizioni di salinità analoghe al Mar Morto, se non ci fosse un apporto netto di 70.000 metri cubi/sec di acqua atlantica a salinità inferiore (35ppm).
Il Mediterraneo essendo un mare chiuso e geograficamente collocato nella zona temperata , cioè a medie latitudini, risente delle variazioni climatiche esterne.
Le variazioni climatiche dipendono dalle stagioni e dalla latitudine dei bacini interni. Ad esempio i bacini orientali hanno acque superficiali più calde rispetto a quelli occidentali.
Invece in profondità, a circa 300 metri, la temperatura si aggira costantemente sui 12 °C. Ciò è dovuto alla presenza della soglia di Gibilterra e degli stretti dei Dardanelli e del Bosforo che impediscono, la prima, situata a soli 365m di profondità, l’arrivo di acque profonde e fredde dall’Atlantico dove la temperatura è di circa 2° C; i secondi, l’immissione superficiale delle acque del Mar Nero, che in inverno ha basse temperature indotte dal clima della pianura russa.
Nel periodo tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, le acque superficiali e quelle profonde del Mediterraneo si trovano circa alla stessa temperatura: questa condizione favorisce il rimescolamento delle acque e la conseguente risalita di sali nutritivi che si erano accumulati sul fondo. All’aumentare del periodo di illuminazione, le acque superficiali si riscaldano progressivamente: viene così a costituirsi un netto confine tra acque superficiali più calde, e inferiori, più fredde. Questo confine è chiamato termoclino e la sua profondità aumenta col progredire del riscaldamento superficiale giungendo, a volte, anche oltre i 20 metri.
Col procedere delle stagioni l’aria esterna si raffredda, determinando la progressiva diminuzione della temperatura di superficie, ed il termoclino si sposta verso la superficie fino al ripristino delle condizioni di omeotermia.
L’inerzia termica dell’acqua fa si che le massime e le minime temperature superficiali si verifichino successivamente alle variazioni della temperatura esterna.
Ad esempio se la temperatura esterna raggiunge valori minimi tra dicembre e gennaio, quella delle acque raggiunge i valori minimi in febbraio -marzo.
Sul Mar Mediterraneo grava una popolazione media di 150 milioni di persone, alla quale vanno ad aggiungersi circa 100 milioni di turisti ogni anno.
La superficie del Mediterraneo corrisponde a meno del 7% di tutti i mari del globo. Esso deriva dall’antica Tetide, un golfo oceanico che intagliava profondamente, da est a ovest, il supercontinente Pangea.
Risulta per tanto più antico dell’Atlantico, che ha iniziato ad aprirsi “soltanto” 160milioni di anni fa.
La nascita del Mediterraneo attuale va fatta risalire a non più di 5,3 milioni di anni fa. Occorre però andare indietro nel tempo per individuare le cause che l’hanno determinata.
Sei milioni di anni fa, ciò che restava del golfo della Tetide fu chiuso ad est e ad ovest, ed il bacino costituitosi ( il Mediterraneo) si prosciugò (venne comunque parzialmente riempito a più riprese).
Questo evento è dimostrato dalla presenza di rocce evaporitiche (cioè che si formano per evaporazione dell’acqua e deposito dei sali in essa contenuti). Questi depositi si trovano al di sotto di sedimenti marini più recenti e raggiungono spessori di 1500 metri.
Fu 5,3 milioni di anni fa che, a causa di una serie di fratture (faglie) profonde, con direzione est-ovest, si ruppe la giunzione esistente tra Marocco e Gibilterra.
L’ Atlantico poté così fluire attraverso questo istmo.
Si ritiene che l’acqua prorompesse con una portata di oltre 160milioni di chilometri cubi al giorno, e che l’intero bacino si sia riempito in un solo secolo.
Il Mediterraneo vero e proprio (escludendo pertanto il Mar Nero) è un mare temperato-caldo, classificato(con qualche importantissima eccezione locale) come un mare oligotrofico, cioè povero di nutrienti e quindi di fitoplancton; pertanto è anche povero dal punto di vista totale degli organismi che in esso vivono.
La scarsità dei nutrienti è testimoniata dall’elevata trasparenza delle sue acque.
La più significativa eccezione locale è rappresentata dall’alto Adriatico, il quale infatti è uno dei più produttivi bacini mediterranei ( 51% del pescato totale dei mari italiani).
Trai mari temperati è quello con il più alto indice di diversità ambientale, cioè con il più alto indice di specie diverse presenti .
Di queste, il 13% è cosmopolita, presente pertanto in tutti i mari e gli oceani temperati, il 62% delle specie popola sia l’Atlantico che il Mediterraneo (ad esempio il corallo rosso).
E’ presente anche una discreta percentuale di specie esotiche, giunte nel nostro mare in seguito all’azione umana, in particolare per l’apertura del canale di Suez (Mar Rosso).
Il 20% delle specie animali è endemico, cioè esclusivo di questo mare, come anche molte specie vegetali.

Sergio Quaglia.

Dal testo de “ Il Mare Vivente “ di S. Quaglia- C. Vittone- G. Zolesi

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