SUBACQUEA- IMPORTANTE EVENTO AL MUSEO DI VILLARBOIT DELLA SUBACQUEA STORICA VERCELLI

Non hanno bisogno di incoraggiamenti, hanno coraggio da vendere e non li ferma nessuno, limiti e barriere per loro sono inesistenti. Sono i ragazzi “un pelo” meno fortunati, coloro che praticano sport, ballano, cantano, non conoscono timori, sono pronti a stupire. Come nella quotidianità, questi sentimenti li hanno evidenziati in occasione di un incontro particolare, dal tema affascinante, in cui si è parlato di un argomento attraente ma nello stesso tempo delicato per chiunque lo debba praticare: il mondo della subacquea. E proprio di subacquea dedicata alla disabilità, si è parlato sabato 6 maggio nel corso di un convegno tenutosi al Museo della Subacquea Storica “C.Borsini” di Villarboit. Il suggestivo argomento ha catalizzato i ragazzi speciali e atleti della Rosa Blu di Vercelli,




presenti in massa con la presidente Nicoletta Storchio,

i quali hanno raccolto l’invito del “padrone di casa” Sergio Quaglia,

l’artefice delle attività del Museo ed esperto di subacquea ed immersione. Lo ha fatto invitando coloro che sono il “gotha” di tali specialità: Ettore Cominetti (istruttore e trainer, uno dei cinque in Italia che possono vantare speciali brevetti) e Marika Prestinice (Advanced instructor) facenti parte di Scubaproject e di HSA International, scuola attiva dal 1981 diffusa a livello internazionale che ha certificato migliaia di istruttori e di allievi con disabilità. “HSA assicura alle persone disabili l’opportunità di ricevere un addestramento di qualità, le certificazioni e le stesse possibilità di vivere l’avventura subacquea che hanno le persone non disabili”- con queste parole Ettore Cominetti ha introdotto l’argomento dopo i saluti del sindaco di Villarboit Virginia Gili. Dopodiché è stato un susseguirsi di coinvolgimenti davvero appassionanti sulla mission di HSA, una finalità mirata a migliorare il benessere fisico, culturale e sociale delle persone disabili attraverso l’attività subacquea, il nuoto e le attività in acquatiche in genere. La relazione è stata una straordinaria performance espositiva che ha incollato i ragazzi alle parole del relatore, con il supporto di magnifici video e immagini girate nei fondali delle Maldive, o in acque più vicine della Liguria. “La disabilità non esiste, non ci piace questo termine – prosegue l’istruttore – la definirei piuttosto “nuova abilità”, persone che hanno qualche difficoltà in più, ma inserite in un sistema di inclusione totale. Il nostro credo è aprire nuove porte in maniera diretta , far capire a tutti, con i dovuti sistemi di sicurezza e lezioni protratte nel tempo, che nulla è impossibile. Vogliamo far comprendere che il mare è di tutti e tutti possono osservarlo, anche dal lato più sconosciuto, nei fondali, nelle immersioni, nella sua profondità”. I metodi, i sistemi di didattica, sono totalmente gestiti in sicurezza e, come spiega anche Marika Prestinice – “a un’immersione anche solo di cinque metri, ci si arriva con costanza, pazienza, con la dovuta parsimonia nel seguire passo per passo l’attività degli interessati. Anche con le minime profondità si può osservare la bellezza del mare e le diverse specie viventi che lo caratterizzano”. Bella la sinergia venutasi a creare con alcuni dei ragazzi in sala, dove appunto, non hanno mostrato remore nei confronti dell’argomento divulgato, soprattutto hanno lasciato trapelare una certa disponibilità a “provare” tali esperienze, desiderosi di approfondire la conoscenza del mondo della subacquea.
L’evento è proseguito con la visita ai locali del Museo,








nelle tre sale che accolgono la storia della subacquea: la subacquea nella storia, la subacquea tra scienza e arte, la Sala dei materiali, dove sono esposti oggetti, attrezzature, autentiche chicche che testimoniano l’evoluzione della subacquea nel tempo.
Claudio Sassone



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