SUBACQUEA STORICA VERCELLI: L’ANTARTIDE, UNA MACCHINA DEL TEMPO CON STEFANO SCHIAPARELLI

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19 Giugno 2026 News Vercelli Sport a 360° 0

SUBACQUEA STORICA VERCELLI: L’ANTARTIDE, UNA MACCHINA DEL TEMPO CON STEFANO SCHIAPARELLI

A rinfrescare la serata bollente di lunedì 16 giugno ’26, al Museo Borsini e Subacquea Storica Vercelli di Villarboit, ci ha pensato lo scienziato torinese Stefano Schiaparelli, presentando la sua attività di ricercatore in Antartide, alle prese con lo studio della biodiversità marina animale e soprattutto teso alla comprensione di un sistema così complesso. Schiaparelli, docente universitario a Genova, esprime con vivacità il proprio percorso personale e accademico, sottolineando il fatto che fino ai vent’anni praticava l’ambiente montano, ma dall’anno seguente, in Liguria, ebbe inizio la sua conversione all’ambiente marino. Le sue collaborazioni sono state con il Museo di Storia Naturale di Parigi, con il National Institute of Water and Atmospheric Research di Wellington, con Università indonesiane e islandesi; le spedizioni scientifiche a cui ha partecipato sono state in Indonesia, nelle Filippine, alle Vanuatu, in Nuova Zelanda, nella Polinesia Francese, alle Isole della Lealtà, alle Maldive, nel Mare di Ross, in Antartide, dove nel 2004 scopre una nuova specie marina, a cui viene dato il suo nome “Epimeria schiaparelli” . In questo continuum, Stefano si immerge negli ambienti estremi sia tropicali sia polari, tenendo ben presente l’insegnamento di Darwin di cercare elementi naturali strani, per comprendere così la normalità, ci presenta i vari metodi di campionamento utilizzati, ci informa sulle fotografie effettuate poi tavole di volumi, sulle schede di raccolta dati, sulle conoscenze obsolete relative all’Antartide, isolata per cinque mesi. Perché studiare questo continente sotto il ghiaccio, perché capire cosa succede sotto la sua acqua? L’Antartide è una macchina del tempo… studiare la sua fauna marina è come entrare nel Paleozoico! L’excursus storico di esplorazione è quello di nomi noti, da Scott a Heinrich, a nomi più recenti quali David Lavallée, o il mitico Paul Dayton, che analizzò nel 1971 per la prima volta le stalattiti di ghiaccio marino, quando i primi italiani subacquei arrivarono nel 73/74. L’Italia è presente in Antartide dal 1985 con il PNRA, Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, gestito dal MUR e dall’ENEA, per studi di glaciologia, astrofisica e cambiamenti climatici: l’ingegno italiano in questo ambiente idea soluzioni alle difficoltà di ricerca che altri teams stranieri non riescono a gestire! Standing ovation a Stefano da parte del pubblico presente, vivissimo ringraziamento di Sergio Quaglia, a cui va il merito di aver organizzato la serata, ancor prima la rassegna “Pianeta Oceano”.

Claudia Arposio

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